Relazione di Antonio Xema al X° Congresso Nazionale

Torre Canne (Brindisi) svoltosi dal 23 al 26 aprile 2009

Con vivo piacere rinnovo a voi tutti il saluto più affettuoso del Comitato Regionale ACSI della Valle d’Aosta, a questo Congresso Nazionale dell’Associazione Centri Sportivi Italiani.

 

Prima di iniziare il mio intervento relativo al congresso vorrei fermarmi per un attimo ed essere vicino agli amici dell’Abruzzo che non certo stanno vivendo momenti felici, ai quali come comitato della Valle d’Aosta  e per esprimere la nostra solidarietà  daremo il nostro sostegno affinché possano riprendere le attività al più presto, per questo la manifestazione “Podisport” del 20 maggio prossimo sarà in parte dedicata alla solidarietà a favore del comitato dell’Aquila.

 

A questo congresso tengo in modo particolare, permettetemi l’emozione,  perché mi permette di tracciare un consuntivo della mia appartenenza all’Acsi  che tra non molto tempo raggiungerà  i  40 anni e poi perché questo  è l’ultimo congresso a cui partecipo da presidente regionale della Valle d’Aosta .

 

Dicevo che sono passati quarant’anni dall’insediamento dell’ACSI in Valle d’Aosta, che ci ha permesso un coinvolgimento non indifferente, che ci permette di ricordare il nostro progresso a cominciare da quello di base, uno sviluppo graduale ma duraturo, una miriade di iniziative, di corsi,  di partecipazioni, di battaglie vinte e perse  ma coinvolgenti ed entusiasmanti, ci hanno fatto sentire una famiglia unita e ci entusiasma sapere che l’Acsi è consolidata e che i numeri la danno vincente e in crescita continua. Abbiamo organizzato anche qualche manifestazione Nazionale che ci ha reso entusiasti nel sapere che siamo stati sempre all’altezza del compito assegnato in fatto di organizzazione.

 

Il ritrovarci al Congresso Nazionale è  ormai una formalità quindi  affrontiamo  l’impegno anche di questa  assise congressuale per poter  sviluppare un miglioramento nel prosieguo delle nostre attività organizzative di sviluppo dello sport e nel sociale e per fare il punto sulla futura organizzazione dell’Associazione, l’ottimismo non manca, anche se come Comitato Regionale  si sta operando nel più ampio disagio, dovuto a mancanza di disponibilità finanziarie e ricerca di disponibilità operative per lo svolgimento delle nostre attività.

 

Con soddisfazione e con un pizzico d’orgoglio, voglio ricordare a questa nutrita assise che i traguardi raggiunti in tutti questi anni dal nostro piccolo Comitato, sono stati notevoli, mi sono candidato nuovamente alla guida del Comitato perché credo di far parte di una grande famiglia e per dare  ancora continuità al Comitato di Aosta  che oggi non ha trovato ancora un valido sostituto per  mantenere e ottimizzare i risultati raggiunti, per dimostrare che siamo ancora in grado di dare vita ad un vero momento di partecipazione associativa e di dibattito. Certo è che nei prossimi anni il mio compito sarà più impegnativo perché dovrò assieme ai componenti il Comitato e in sinergia con la Direzione Nazionale trovare un valido sostituto che sicuramente continuerà a far vivere la presenza  Acsi in Valle d’Aosta  e che sicuramente conquisterà nobili affermazioni in campo sportivo e sociale.

 

Vorrei evitare allo scopo di non tediarvi, di dilungarmi ulteriormente passando rapidamente a segnalare  e sottolineare gli argomenti e le proposte che, nonostante gli sforzi comuni profusi, appaiono insoddisfatti e irrisolti.

 

Il CONI:

non esiste dialogo, si ricorda degli Enti di P.S. solo quando ci sono le elezioni per il rinnovo delle cariche. Non abbiamo accettato di far parte del consiglio provinciale perché nei quattro anni precedenti per i quali ne facevamo parte non siamo mai stati contattati o inviatati ad una riunione per sviluppare progetti e risorse.

 

ENTI DI PROMOZIONE:

manca ancora un coordinamento, ogni Ente presente in Regione corre per la propria strada cercando di girare da un’altra parte per non incontrare un altro Ente nel suo percorso.

 

IMPIANTI SPORTIVI:

sono diventati inaccessibili ad atleti che fanno della loro vita il volontariato, costi troppo alti e disponibilità di accesso privilegiato per le società e gli atleti di Federazione, sembra che lo sport e il sociale non sia preso in considerazione.

 

CRESCITA DEI COMITATI:

Viste le difficoltà dovute all’incalzare della crisi si propone alla nuova Direzione di non continuare ad abbandonare i Comitati, almeno quelli Regionali, ma di trovare le soluzioni per dare anche un aiuto economico predisponendo un piano di ripartizione che garantisce ad ogni Comitato, l’autonomia finanziaria necessaria per un corretto funzionamento organizzativo.

 

INCONTRI DI FORMAZIONE PER  TECNICI E DIRIGENTI.

E’ importante che la Direzione continui nel programma intrapreso con incontri mirati per formare ed informare sia i  tecnici e in particolare i  dirigenti anche perché ogni giorno si va incontro ad innovazioni che senza informazione e formazione ci inducono a sbagliare, meglio se questi incontri si facciano considerando le vicinorietà raggruppando i comitati – zona nord, centro e  sud, anche perché si eviterebbero visti i momenti di crisi e di poche risorse finanziarie, dispendio di energie e si avrebbe una maggiore partecipazione da parte di tutti.

 

DELEGAZIONI ESTERE:

Ho potuto notare che si stanno aprendo delegazioni estere, importante per l’Acsi perché si va così facendo ad incrementare il flusso di operatività anche al di fuori dai confini di casa nostra, quindi queste delegazioni ci si augura che aumentino e diano maggior incremento all’Acsi, magari un giorno si potrà organizzare una manifestazione nazionale internazionale perché no.

 

Si auspica che il Congresso Nazionale, riesca a trovare l’unità necessaria per aumentare la crescita dell’Acsi che può avvenire  con il ringiovanimento  degli organismi dirigenti tenendo conto della specificità delle realtà regionali, il  quadro del sistema sportivo che ci si presenta oggi è radicalmente diverso, lo sport italiano, nella sua versione federale, è invecchiato,  e perde competitività, mi auguro che anche noi come Acsi non subiamo lo stesso invecchiamento perdendone la competitività, ecco quindi la proposta di provare a ringiovanire anche come ACSI gli organismi, incominciando da quelli dirigenti senza ripiegare sempre  nelle logiche autoreferenziali  ormai obsolete,quindi l’inserimento dei giovani vuol dire per l’acsi …continuità.

 

Ho potuto notare  che si sono proposti diversi nuovi associati per far parte della Direzione dell’ACSI, proprio per questo, e non per il gusto della provocazione, noi come ” piccola Valle d’Aosta , prima regione d’Italia, nella cartina geografica, ci siamo permessi di proporci, di farne parte perché ci sentiamo pronti, dopo quasi 40 anni di vita vissuta all’interno dell’ACSI, perché in questi anni pensiamo di aver dato molto all’ACSI e crediamo di poterlo ancora fare, non nascondo che dopo tutti questi anni di appartenenza , non sia doveroso chiudere con la presenza di una piccola Valle d’Aosta in quota , almeno per una volta potremmo dire che abbiamo raggiunto anche il primo gradino del podio con la presenza in Direzione Nazionale.

 

Non è tanto importante ricercare il consenso in questo congresso, l’obiettivo è quello di trovare consenso e sinergie sul piano dell’operatività; E’ fondamentale ricordare le  proprie radici culturali, ma è ancora più importante trovare una convergenza operativa, facendo venire meno le differenze per ottenere risultati concreti.

 

Noi  sappiamo di avere una missione da assolvere, un percorso da completare, un’orizzonte da disegnare, dobbiamo porci come obiettivo quello di offrire dei servizi, di fare unione, di fare della solidarietà sociale non solo un luogo di incontro, ma anche uno strumento a beneficio dei più deboli e di tutta la collettività, un luogo di confronto, quindi, non ci resta che dare seguito alle intenzioni , magari cominciando dallo sport,  provandoci tutti  insieme.

 

Mi auguro che tutti questi problemi, ed altri che verranno evidenziati in questa sede, se affrontati con serenità e buon senso, potranno essere in tempi brevi analizzati, affrontati e risolti. Mi auguro come comitato VDA che la Direzione Nazionale che si insedierà prima che io termini da Presidente il mio mandato vi porterà nuovamente ad Aosta probabilmente per salutarci, ma anche per lasciare in voi  ancora una volta un buon ricordo della Valle d’Aosta e di questi quarant’anni passati insieme a voi.

E’ con quest’augurio, improntato sull’ottimismo e alla fiducia, che termino il mio intervento.

Grazie  per l’attenzione e buon lavoro a tutti

Antonio Zema

presidente regionale Acsi della Valle d’Aosta

E@mail

Home page